Tratto da

PSICOTERAPIA   E GUARIGIONE SPIRITUALE (2009)

 

Famiglia

 

Ci si unisce per condividere e per scambiare amore, si convive perché in uno stesso spazio di intimità, di dialogo e di confronto possano nascere tante cose, i nostri sogni più belli, i nostri progetti…i nostri bambini. E così, si possa pian piano realizzare una cosa particolare, fatta di ricchezza e gioia, una famiglia. Ognuno di noi, per la sua storia e per i suoi vissuti, la intende a suo modo la famiglia: per qualcuno, è importante stare sempre insieme, pensare in modo simile, condividere più cose possibili, per qualcun altro, è soprattutto sentirsi a casa , essere nell’unico posto che riesce a donarci gioia, riposo e tranquillità, per altri, è semplicemente vivere insieme e fare un bambino…o tanti bambini. Abbiamo tutti in mente una famiglia ideale, un’idea collegata a bellissimi sentimenti, a ricordi, a fantasie, anche a relazioni vissute: e talvolta, la famiglia ideale e quella reale non riescono mai a sovrapporsi, a identificarsi. E poi, c’è l’essere genitori.

Oggi non è semplice, anche se forse non lo è mai stato. Psicologi, pedagogisti, consulenti familiari, insegnanti, pediatri, e neuropsichiatri ne sanno qualcosa. Le mamme e i papà sono pieni di dubbi, incerti, sorpresi osservatori di un nuovo mondo: i nuovi bambini. Sono bellissimi, diversi, più evoluti di come eravamo noi, capaci di sfidare gli adulti ad ogni età, difficili da gestire a scuola e da contenere a casa. Ma sono anche creativi e divertenti, incredibilmente curiosi e intuitivi, pieni di voglia di giocare e di scoprire la vita e le persone. I nostri figli imparano ogni momento da noi genitori/educatori, rispondono costantemente ai comportamenti e messaggi che in ogni situazione trasmettiamo loro, e ricevono da noi, oltre al cibo, il nutrimento della fiducia o sfiducia nella vita, della benevolenza o della diffidenza, della paura o dell’incoraggiamento, e poi il riconoscimento, l’autostima o la disistima di sé. Non si sa più bene che cosa sia veramente oggi essere una famiglia ed essere genitori: siamo confusi perché i vecchi modelli e i vecchi ruoli li sentiamo limitati e insoddisfacenti, ma nello stesso tempo i nuovi modelli non sono ancora pronti, li stiamo creando “per tentativi ed errori”, li stiamo inventando tra uno scontro e l’altro, tra una gioia e una sofferenza, tra un successo ed un crollo improvviso, nella quotidianità del qui e ora di ogni giornata. E quando poi una famiglia nella quale avevamo creduto non esiste più perché finisce sul tavolo di un giudice e arriva la separazione, allora si cerca di trovare in qualche maniera il modo per essere ancora una famiglia per i bambini, un riferimento stabile e sufficientemente buono così che almeno loro ne possano sentire ancora il calore, la presenza. Questa, credo, la parola chiave di una nuova formula educativa basata su presenza, comprensione, ascolto e protezione, in un atteggiamento della mente e del cuore che ci porti, nella nostra veste quotidiana di genitori, a saperci mettere in gioco, a prenderci cura di noi stessi e dei nostri figli, i nuovi bambini, i nuovi adolescenti.